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Carroccio
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top
Il mwcacarroccio (mwcqCarrocc in mwcglombardo) era un grande mwcwcarro a quattro ruote recante le mwdainsegne cittadine attorno al quale si raccoglievano e combattevano le mwdqmilizie dei mwdgcomuni medievali. Era particolarmente diffuso tra le municipalità mwdwlombarde, mweatoscane e, più in generale, dell'mweqItalia settentrionale. In seguito il suo uso si propagò anche fuori dell'mwegItalia. Era il simbolo delle autonomie comunali.
Difeso da truppe scelte, pavesato con i colori del comunecite-ref-1[1], era trainato generalmente da mwgabuoi e trasportava un mwgqaltare, una mwggcampana (chiamata "martinella") e un'antenna su cui erano collocate una mwgwcroce e le insegne cittadine. In tempo di pace era custodito nella mwhachiesa principale della città a cui apparteneva.
Contents
• Storia
• Origini
• Funzione
• Note
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Storia
Origini
Il Carroccio, che ha origine mwjwlongobarda, era inizialmente utilizzato dagli mwkaarimanni come carro da guerracite-ref-2[2]. La sua funzione diventò prettamente simbolicacite-ref-cita-d-ilario-1976-p190-3-0[3], con l'aggiunta della croce, delle insegne cittadine, dell'altare e con la sua conservazione nella chiesa principale della cittàcite-ref-cita-d-ilario-1976-p189-4-0[4] in un momento individuabile tra il 1037 ed il 1039 grazie all'mwnqarcivescovo di Milano mwngAriberto da Intimiano, che ne impose l'uso in uno degli assedi che mwnwCorrado II il Salico fece a più riprese a Milanocite-ref-5[5]. In altre parole, il Carroccio, da mezzo bellico, diventò strumento prettamente politicocite-ref-cita-d-ilario-1976-p189-4-1[4]. Da Milano il suo uso si diffuse in molti comuni dell'Italia settentrionale, in mwqaToscana e fuori d'Italia, fino alla decadenza nel secolo XIV. Sui documenti medievali il Carroccio è chiamato mwqqcarochium, mwqgcarozulum, mwqwcarrocerum o mwracarrocelum, mentre in mwrqdialetto milanese dell'epoca era probabilmente denominato mwrgcaròcc o mwrwcaròzcite-ref-cita-d-ilario-1976-p196-6-0[6].
La sua diffusione si estese ad altre città longobarde, ma ciò non può essere spiegato come una pura riproduzione del Carroccio milanesecite-ref-cita-d-ilario-1976-p190-3-1[3]. Inoltre, i discendenti degli arimanni, ancora a cavallo tra il XI e il XII secolo, avevano mantenuto, nella società medievale dell'Italia settentrionale, una certa autonomia ed erano riconoscibili per diverse prerogative specifiche, sebbene la dominazione longobarda fosse terminata da qualche secolocite-ref-cita-d-ilario-1976-p189-4-2[4].
Nel XII secolo
Documenti del 1158 e del 1201 confermano la presenza del Carroccio milanese, in tempo di pace, nella mwwwchiesa di San Giorgio al Palazzocite-ref-cita-d-ilario-1976-p189-4-3[4], mentre altri ancora all'interno del mwyaPalazzo della Ragionecite-ref-7[7]. Nel primo documento citato sono contenute informazioni sulla necessità di realizzare uno scudo di ferro da collocare nel mwzqcoro della chiesa citata, che si trovava nei pressi del Carroccio, con l'accensione di un mwzgfuoco votivo alimentato da una mwzwlibbra d'oliocite-ref-cita-d-ilario-1976-p189-4-4[4]. Nel documento del 1201 è riportata un'informazione analoga: l'arcivescovo e i religiosi della chiesa milanese di San Giorgio al Palazzo avrebbero dovuto accendere delle lampade votive intorno al Carrocciocite-ref-cita-d-ilario-1976-p189-4-5[4].
Nel 1159 le truppe comunali bresciane, durante una battaglia, conquistarono il Carroccio dei cremonesi. Il carro fu poi portato in trionfo tra le vie di mwcqBrescia e venne collocato nella chiesa di riferimento della comunità, con la "martinella" che venne posizionata sulla torre civica della cittàcite-ref-cita-d-ilario-1976-p197-8-0[8].
Il Carroccio fu protagonista nella mwdwbattaglia di Legnano (29 maggio 1176), durante la quale fu difeso, secondo la leggenda, dalla mweaCompagnia della Morte, guidata, sempre secondo la tradizione popolare, da mweqAlberto da Giussano, personaggio immaginario che comparve in realtà solo in opere letterarie del secolo successivo. Sempre secondo la leggenda, durante il combattimento, tre colombe uscite dalle sepolture dei santi mwegSisinnio, Martirio e Alessandro alla mwewbasilica di San Simpliciano di Milanocite-ref-cita-d-ilario-1976-p80-9-0[9] si posarono sul Carroccio causando la fuga di mwgaFederico Barbarossacite-ref-marinoni-p-37-10-0[10].
Invece, secondo i fatti storici realmente accaduti, la fanteria comunale predispose intorno al Carroccio una resistenza decisiva che permise alla restante parte dell'esercito della mwhgLega Lombarda, in realtà capitanata da mwhwGuido da Landrianocite-ref-cita-grillo-pp157-163-11-0[11], di sopraggiungere da Milano e di sconfiggere mwjaFederico Barbarossa nel celebre scontro di Legnano. Oggi è difficile stabilire con precisione l'ubicazione esatta del Carroccio in riferimento alla topografia della Legnano attuale. Una delle cronache dello scontro, gli mwjqAnnali di Colonia, contengono un'informazione importantecite-ref-cita-d-ilario-1976-p85-12-0[12]:
(latino)
«[...] At Longobardi aut vincere aut mori parati, grandi fossa suum exercitum circumdederunt, ut nemo, cum bello urgeretur, effugere posset. [...]»
(italiano)
«[...] I lombardi, pronti a vincere o a morire sul campo, collocarono il proprio esercito all'interno di una grande fossa, in modo tale che quando la battaglia fosse stata nel vivo, nessuno sarebbe potuto fuggire. [...]»
(Annali di Colonia)
Ciò farebbe pensare al fatto che il Carroccio fosse situato sul bordo di un ripido pendio fiancheggiante l'Olona, così che la cavalleria imperiale, il cui arrivo era previsto da mwmaCastellanza lungo il corso del fiume, sarebbe stata obbligata ad assalire il centro dell'esercito della Lega Lombarda risalendo la scarpatacite-ref-agnoletto-p-39-13-0[13]: tale decisione si rivelò poi strategicamente errata, dato che Federico Barbarossa arrivò invece da mwnqBorsano, ovvero dalla parte opposta, il che obbligò le truppe comunali a resistere intorno al Carroccio con la strada di fuga sbarrata dall'Olonacite-ref-d-ilario-1984-p-233-14-0[14].
Considerando l'evoluzione dello scontro questo potrebbe significare che le fasi cruciali a difesa del Carroccio siano state combattute sul territorio della contrada legnanese di mwowSan Martino (più precisamente, nei pressi dell'mwpaomonima chiesa quattrocentesca, che infatti domina un pendio che digrada verso l'Olonacite-ref-d-ilario-1984-p-233-14-1[14]) oppure del quartiere legnanese di "Costa di San Giorgio", non essendo in altra parte delle mwqqzone limitrofe individuabile un altro avvallamento con le caratteristiche adatte alla sua difesacite-ref-agnoletto-p-39-13-1[13]cite-ref-cita-percivaldi-p8-15-0[15]. Considerando l'ultima ipotesi citata, lo scontro finale potrebbe essere avvenuto anche su parte del territorio ora appartenente alle contrade legnanesi di mwsgSant'Ambrogio e mwswSan Magno (tra il quartiere di "Costa di San Giorgio" e l'Olona è ancora oggi presente un ripido pendio: questa scarpata è stata in seguito inclusa nel mwtaparco Castello) e al comune di mwtqSan Giorgio su Legnanocite-ref-agnoletto-p-39-13-2[13]cite-ref-cita-percivaldi-p8-15-1[15].
Nel XIII secolo
Il Carroccio della Lega Lombarda venne catturato dagli imperiali nel 1237 durante la mwwabattaglia di Cortenuova, donato a mwwqpapa Gregorio IX dall'imperatore mwwgFederico II e trasportato nel mwwwPalazzo Senatorio di mwxaRoma in quella che tuttora si chiama Sala del Carroccio, dove viene conservata l'iscrizione commemorativa del dono fatto dall'imperatore al popolo romano. L'iscrizione recita:
(latino)
«Cesaris Augusti Friderici, Roma, secundi dona tene currum perpes in Urbe decus. Hic Mediolani captus de strage triumphos Cesaris ut referat inclita preda venit. Hostis in probrium pendebit, in Urbis honorem mictitur, hunc Urbis mictere iussit amor.»
(italiano)
«Ricevi, o Roma, il carro, dono dell'imperatore Federico II, onore perenne della città. Catturato nella sconfitta di Milano, viene come preda gloriosa ad annunciare i trionfi di Cesare. Sarà tenuto come vergogna del nemico, è qui inviato per la gloria dell'Urbe, lo fece inviare l'amore di Roma.»
Roma, oltre ad essere la sede del papato, fu anche la capitale di mw1gun vasto impero, e quindi l'invio del Carroccio nell'Urbe da parte dell'imperatore ebbe un forte significato simbolicocite-ref-cita-d-ilario-1976-p193-17-1[17]. In particolare, la Lega Lombarda nel 1237 perse il Carroccio in battaglia a causa delle strade fangose, che impedirono alle truppe comunali di metterlo al sicuro per tempocite-ref-cita-d-ilario-1976-p196-6-1[6].
Nel 1275 fu il Carroccio dei mw4abolognesi (che erano mw4qguelfi) ad essere catturato nella battaglia di San Procolo dai forlivesi, che erano invece mw4wghibellini, e ad essere portato in trionfo a mw5aForlì. A metà del XIII secolo il Carroccio di mw5qCremona fu invece catturato in battaglia dalle milizie comunali di mw5gParmacite-ref-cita-d-ilario-1976-p197-8-1[8].
Nel XIV secolo: decadenza e scomparsa
La decadenza del Carroccio avvenne per l'evoluzione delle tattiche di guerra. Quando iniziarono a comparire eserciti più grandi e più manovrabili, i fanti comunali vennero sostituiti dai mw8qsoldati di ventura, che erano privi, essendo dei mw8gmercenari, di legami affettivi e di appartenenza alle cittàcite-ref-cita-d-ilario-1976-p196-6-2[6].
La valenza simbolica del Carroccio, in questo contesto storico, venne quindi menocite-ref-cita-d-ilario-1976-p196-6-3[6]. Inoltre, da un punto di vista mw-alogistico, il Carroccio, essendo un mezzo molto lento trainato da buoi, era poco mobile, e spesso creava intralci alle azioni di guerra, che stavano diventando sempre più velocicite-ref-cita-d-ilario-1976-p196-6-4[6]. Per tali motivi, il Carroccio, nel XIV secolo, andò inesorabilmente incontro ad una fase di decadenza che portò poi alla sua scomparsa dai campi di battaglia.
Il suo uso fuori dall'Italia
Dei carri da guerra simili al Carroccio furono utilizzati anche fuori dall'Italia, come durante la mwaqmbattaglia dello Stendardo (1138), dove fu impiegato dagli inglesi, e nella mwaqqbattaglia di Sirmio (1167), qui usato dagli ungheresicite-ref-18[18]cite-ref-19[19]. Il Carroccio fu usato anche nel 1214 nella mwaq0battaglia di Bouvines.
Funzione
Oltre al già citato valore simbolico, il Carroccio possedeva un'importante funzione mwaratattica militarecite-ref-cita-d-ilario-1976-p192-20-0[20]. Iniziò a guadagnare valenza militare soprattutto dopo la battaglia di Legnano, dove, tra le prime volte nella storia medievale, la mwarufanteria, che era raccolta intorno al Carroccio, tenne testa alla mwarycavalleriacite-ref-cita-d-ilario-1976-p192-20-1[20]. Fino ad allora, quest'ultima era stata infatti considerata nettamente superiore ai soldati appiedaticite-ref-cita-d-ilario-1976-p192-20-2[20].
Dato che la fanteria si raccoglieva intorno al Carroccio, quest'ultimo, oltre ad avere una forte valenza simbolica, possedeva quindi un'importante funzione tattica: con la cattura del Carroccio, per le milizie comunali, era quasi certa la sconfittacite-ref-cita-d-ilario-1976-p193-17-2[17]. Anche per questo motivo, il Carroccio, oltre ad essere considerato il bottino di guerra più ambito, veniva conservato nelle cattedrali, che erano le chiese più importanti delle municipalità, ed era protagonista, sempre in tempo di pace, delle cerimonie e degli avvenimenti più importanti che si svolgevano nelle cittàcite-ref-cita-d-ilario-1976-p193-17-3[17].
Oltre allo scopo bellico, il Carroccio aveva altre funzioni, che potevano essere espletate anche in tempo di pacecite-ref-cita-d-ilario-1976-p197-8-2[8]. I capi delle municipalità, sul Carroccio, potevano prendere decisioni importanti che riguardavano la città, mentre i mwas0giudici lo potevano usare come mwas4tribunale mobile per emettere le loro mwas8sentenzecite-ref-cita-d-ilario-1976-p197-8-3[8].
La fanteria della Lega Lombarda, durante la battaglia di Legnano, riuscì a resistere ai vari attacchi perpetrati dalla cavalleria imperiale a causa della tattica di quest'ultima, che prevedeva assalti a piccoli gruppi disorganizzaticite-ref-cita-d-ilario-1976-p193-17-4[17]. Solo dopo lo scontro di Legnano la cavalleria iniziò ad cambiare strategia, attaccando la fanteria a difesa del Carroccio in cospicue forze organizzate, riuscendo così a spezzarne la resistenzacite-ref-cita-d-ilario-1976-p193-17-5[17]. Questo mutamento della mwat0strategia bellica contribuì, insieme ai motivi già menzionati nel paragrafo precedente, alla decadenza e alla scomparsa del Carroccio dai campi di battagliacite-ref-cita-d-ilario-1976-p196-6-5[6].
Descrizione
I resti che sono sopravvissuti
A mwauuBrescia è conservata una croce che probabilmente apparteneva al pennone del Carroccio cremonese conquistato nel 1191 nella mwauybattaglia della Malamortecite-ref-21[21]. All'interno del mwausDuomo di Siena sono invece conservati due grandi pennoni di 10-15 metri che la tradizione riferisce al Carroccio tornato vittorioso da mwauwMontaperti. A mwau0Cremona, nel museo civico, è conservato un pianale di legno che si pensa appartenuto alla cassa del carro sottratto ai milanesi nel 1213 a mwau4Castelleone.
Nelle cronache
Dato che sono pochissimi i resti sopravvissuti dall'epoca medievale, le informazioni sulla forma del Carroccio sono frammentarie. Alessandro Visconti, in un libro del 1945, rifacendosi al cronista mwaveArnolfo di Milano, riporta questa descrizione:
«L'insegna che doveva precedere i combattenti era fatta così: un'alta antenna, a guisa d'un albero di nave, piantata in un robusto carro s'ergeva in alto portando alla cima un aureo pomo con due lembi di candido lino pendenti. In mezzo a quell'antenna stava infissa la veneranda Croce con dipinta l'immagine del Redentore a braccia aperte rivolte alle schiere circostanti, perché qualunque fosse l'evento della guerra, guardando quell'insegna, i soldati ne avessero conforto.»
(Alessandro Visconti, Storia di Milano, 1945, p. 169.)
È possibile immaginare la grandezza dello stendardo del Carroccio prendendo come riferimento il vessillo del vescovo della città di mwavgWürzburg, utilizzato nel 1266 durante la battaglia di Kitzingen e conservato presso il Mainfrankisches Museum. Il vessillo è di tre metri per cinque con l'immagine di mwavssan Chiliano.
Iconograficamente sono giunte al XXI secolo due raffigurazioni del Carroccio in epoca medievale: la prima è presente nelle mwav0Cronache senesi Montauri, mentre la seconda nella mwav8Cronica di mwawaGiovanni Villanicite-ref-22[22]. Le due raffigurazioni sono frutto di racconti di cronisti non oculari, essendo gli autori del mwawuXIV e mwawyXV secolo, quindi di un'epoca dove la presenza del Carroccio nella vita quotidiana era ormai scomparsa.
La prima raffigurazione mostra solamente due pennoni movibili uno con l'aiuto dell'altro, mentre nella seconda immagine, dove è presente un carro a quattro ruote con una bandiera, il soggetto è rappresentato più dettagliato. Sul carro alla base dell'asta sono infatti raffigurati anche dei marzocchi rampanti. La stessa immagine del Carroccio è presente in un affresco di mwawgJan van der Straet dedicato ai mwawkMedici, che raffigura mwawoPiazza della Signoria durante la festa di mwawssan Giovanni.
Il Villanicite-ref-nuova-cronica-23-0[23] ci offre anche una descrizione del carroccio stesso:
«E nota che 'l carroccio che menava il Comune e popolo di Firenze era uno carro in su quattro ruote tutto dipinto vermiglio, e aveavi su commesse due grandi antenne vermiglie, in su le quali stava e ventilava il grande stendale dell'arme del Comune, ch’era dimezzato bianco e vermiglio, e ancora oggi si mostra in San Giovanni; e tiravalo uno grande paio di buoi coverti di panno vermiglio, che solamente erano diputati a·cciò, e erano dello spedale di Pinti, e 'l guidatore era franco in Comune. Questo carroccio usavano i nostri antichi per trionfo e dignità; e quando s'andava in oste, e' conti vicini e' cavalieri il traevano dell'opera di San Giovanni, e conduciello in su la piazza di Mercato Nuovo, e posato per me' uno termine che ancora v'è d'una pietra intagliata a carroccio, sì·ll'acomandavano al popolo. E' popolani il guidavano nell'osti, e a quello erano diputati in guardia i migliori e più forti e virtudiosi popolani a piè della cittade; e a quello s'amassava tutta la forza del popolo.»
(Giovanni Villani, Nuova Cronica, Libro Settimo, LXXV)
Dalla descrizione, fatta da mwaxySalimbene de Adam, dello smontaggio di quello catturato dai parmensi ai cremonesi durante la mwaxcbattaglia di Parma nel 1248, si deduce che le parti del Carroccio fossero cinque: quattro ruote, un pianale, il pennone, la bandiera e varie decorazioni. Le ruote erano molto grandi, ed erano solitamente dipinte di rosso a mwaxgMilano e mwaxkFirenze, di bianco a Parma, e in colori preziosi non specificati a mwaxoSiena e mwaxsPadova.
Il pennone, secondo la descrizione di mwax0Bonvesin de la Riva, pesava come quattro uomini ed era solitamente sorretto da funi (sicuramente quello di Milano). Nel mwax4codice Chigi, il Carroccio fiorentino presenta due pennoni e la bandiera, che molto spesso non era fissata ad una barra laterale, era in tessuto prezioso solitamente diviso in due colori dimezzati, oppure era decorato con un motivo a croce. A differenza che nel mwax8Nord Europa, la rappresentazione del mwayasanto patrono non compariva sui carri italiani, dove era spesso raffigurato come decorazione del cassone anteriorecite-ref-cita-d-ilario-1976-p190-3-2[3].
Il traino del Carroccio solitamente era eseguito da buoi oppure - molto raramente - da cavalli.
La martinella
L'uso della campanella (la "martinella", da "mwaywMarte", dio della guerra) è ancora controverso. Non è chiaro se fosse direttamente sul Carroccio o oppure seguiva su un altro veicolo. La funzione di richiamo dei soldati intorno al Carroccio era effettuata dalla martinella, mentre i trombettieri impartivano gli ordini e, molto spesso, incitavano la truppa al combattimentocite-ref-cita-d-ilario-1976-p192-20-3[20].
Nel 2000 è stato identificata la martinella originale della mwazibattaglia di Legnano: si trovava custodita sul campanile dell'mwazmeremo di Sant'Alberto di Butrio di mwazqPonte Nizza, in mwazuprovincia di Paviacite-ref-24[24]. Nello stesso anno del ritrovamento fu fatta sfilare durante il corteo storico del mwazoPalio di Legnanocite-ref-cita-ferrarini-p188-25-0[25].
Sempre il Villanicite-ref-nuova-cronica-23-1[23] fornisce una descrizione della "martinella":
«E quando l'oste era bandita, uno mese dinanzi dove dovesse andare, si ponea una campana in su l’arco di porte Sante Marie, ch'era in sul capo di Mercato Nuovo; e quella al continuo era sonata di dìe e di notte, e per grandigia di dare campo al nimico ov'era bandita l'oste, che s'apparecchiasse. E chi la chiamava Martinella, e chi la campana degli asini. E quando l'oste de' Fiorentini andava, si sponeva dell'arco, e poneasi in su uno castello di legname in su uno carro, e al suono di quella si guidava l'oste.»
(Giovanni Villani, Nuova Cronica, Libro Settimo, LXXV)
Lo specialis magister
Lo mwaagspecialis magister, che si occupava della manutenzione del Carroccio, era pagato dal comune, per il suo servigio, otto mwaaksoldi al giornocite-ref-cita-d-ilario-1976-p192-20-4[20]. Oltre a controllare la funzionalità del carro, lo mwaa4specialis magister partecipava alle azioni di guerra in cui era coinvolto il Carroccio vestendo un'mwaa8armatura e portando una mwabaspadacite-ref-cita-d-ilario-1976-p192-20-5[20].
Sul Carroccio era anche presente un mwabycappellano, la cui funzione era quella di celebrare la messa sull'altare posizionato sul Carrocciocite-ref-cita-d-ilario-1976-p192-20-6[20]. Anche questa figura religiosa, insieme a quella del mwabschierico, era pagata dal comunecite-ref-cita-d-ilario-1976-p192-20-7[20].
Nella letteratura
La prima traccia letteraria del Carroccio compare nel poema di mwaciRambaldo di Vaqueiras, mwacmtrovatore francese del mwacqXII secolo, intitolato mwacu"il Carros", dove il letterato, rivolgendo le proprie lusinghe a Beatrice figlia di mwacyBonifacio I del Monferrato, afferma che le donne lombarde rivali in bellezza della fanciulla si avvalgono di un Carroccio ed altri carri da guerra per "combattere" la crescente fama della fanciullacite-ref-26[26].
mwacwGiacomo da Lentini, funzionario imperiale di mwac0Federico II di Svevia, trattò del Carroccio nella canzone mwac4Ben m'è venuto, che è un componimento poetico d'amore ispirato alle poesie dei trovatori e composto probabilmente prima della mwac8battaglia di Cortenuova (tra il 1233 e il 1237).
Lo scrittore mwadeVincenzo Lancetti completa nel 1839 un poema in ottave in 10 canti dal titolo mwadiIl Carroccio, in cui sono fantasiosamente raccontati gli scontri fra milanesi e cremonesi al tempo delle lotte fra i Comuni lombardi e il Barbarossa.
Il Carroccio nell'era moderna
Significato postumo
Essendo il Carroccio un mwadomwadssignum, in età moderna è diventato simbolo di idee, speranze e significati più diversi, molto spesso come propaganda anti mwadwtirannica durante il periodo delle mwad0signorie, fino al mwad4Romanticismo ed al mwad8Risorgimento, dove divenne il simbolo della lotta contro l'occupazione straniera. Importanti promotori di queste idee furono mwaeaMassimo d'Azeglio, mwaeeGiovanni Berchet, mwaeiAmos Cassioli, mwaemFrancesco Hayez.
mwaeuGiosuè Carducci prima e mwaeyGiovanni Pascoli poi richiamarono, con la mwaecmwaegCanzone di Legnano e la mwaekmwaeoCanzone del Carroccio, i fasti e gli splendori dei comuni italiani medievali, concetti che furono in seguito ripresi anche dagli scritti di mwaesGabriele D'Annunzio.
Rievocazioni
Nelle feste e nelle rievocazioni storiche, molto spesso, la figura cardine è rappresentata dal Carroccio:
• Nel mwafqPalio di Siena (2 luglio - 16 agosto) il Carroccio, che sfila con la balzana bianco-nera del comune, trasporta il Palio (conosciuto anche come "cencio"), ovvero un mwafudrappellone di seta dipinta, premio della corsa ippica (chiamata anche "carriera") che chiude la manifestazione. La campana e gli mwafyaraldi rappresentano il momento conclusivo del corteo storico (chiamato anche "passeggiata storica"), prima della carriera per la conquista del cencio.
• Nel mwafgPalio di Legnano (ultima domenica di maggio), una copia del Carroccio sfila tra le vie di mwafkLegnano trainato da buoi. Questo carro, che conclude il corteo storico, trasporta la Croce di mwafoAriberto, ambito premio della corsa ippica mwafsa pelo nella quale si sfidano, allo mwafwstadio cittadino, le mwaf0otto contrade in cui è divisa Legnano. Il Carroccio, durante il corteo storico, che si chiude allo stadio, è scortato da alcuni figuranti che impersonano mwaf4Alberto da Giussano e la mwaf8Compagnia della Morte. Questi ultimi, prima della corsa ippica, rievocano la mwagacarica fatta, secondo la leggenda, dalla Compagnia della Morte e da Alberto da Giussano durante la battaglia di Legnano.
• Nel mwagiPalio di Asti (prima domenica di settembre), il Carroccio viene trainato da tre coppie di buoi e porta, come vuole la tradizione, le insegne della città (una croce bianca in campo rosso), un gallo in ferro battuto (simbolo delle libertà comunali), ed il Palio di mwagmAsti, ambito premio del vincitore della corsa ippica. Si tratta di una ricostruzione storica del Carroccio astese medievale e reca l'altare con una riproduzione di mwagqsan Secondo, presente nel coro gotico della mwagucattedrale di Santa Maria Assunta di Asti. Sul Carroccio di Asti è anche presente la martinella, ovvero la campana che un tempo serviva a richiamare le truppe comunali alla preghiera prima della battaglia. È custodito nella mwagyCollegiata di San Secondo, dalla quale esce solo una volta all'anno, proprio in occasione della corsa del Palio, alla terza domenica di settembre.
Usi moderni del termine
Il partito politico della mwagoLega Nord è storicamente noto come mwagsil Carroccio, in riferimento alla mwagwbattaglia di Legnano alla quale si rifà la simbologia leghista.
Note
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Voci correlate
• mwawyAriberto da Intimiano
• mwawgBattaglia di Legnano
• mwawoPalio di Asti
• mwawwPalio di Legnano
• mwaw4Palio di Siena
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Collegamenti esterni
• mwaxmIl Carroccio e la riscossa lombarda su "melegnano.net", su melegnano.net. URL consultato il 3 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2009).